Articolo per “Progetti”


Svaniti i presunti problemi di fattibilità, superati gli slogan su forma e funzione,

non danno più sussulti termini come re-design e style (disprezzati dalle vecchie zie del design), diventate obsolete le “metodologie” standardizzate ed impersonali, le dicotomie tra arte e design… cosa fare e cosa no.

Una sorta di evoluzionismo (Darwiniano) delle idee porta a condividere che la sopravvivenza di alcune idee rispetto ad altre sono da ricercare anche nella loro evoluzione formale e di adattamento all’ambiente culturale.

Lo scopo è un posto al sole assicurato da questo “pane emozionale”, non per le idee in sé stesse, ma per chi le enuncia,

Va da se, che se la cosa funziona, la sopravvivenza continua, ma è necessaria una spinta rigeneratrice.

Il biologico può rappresentare un modello appropriato alla rappresentazione della vitalità di idee e di geometrie che si auto progettano come le forme del vivente ( piante, organismi, animali, ma anche minerali, città, organizzazioni…) che rappresentano il migliore dei mondi “possibili”e la loro sintesi non è altro che un punto qualsiasi di osservazione.

La sintesi, appunto, è la cristallizzazione di un evento, lento o veloce che sia. La forma è la sua sintassi, il punto di osservazione è il filtro: minimale, organico, pop, optical ecc

La forma è il contenuto emozionale: alimentazione, cibo psicosomatico in corsa con una sorta di evoluzione dei contenuti.(obsolescenza?)

Organico minimalista o minimalismo organico, diamond shape, newedge o smartspline, tutti termini in cerca di un posto al sole che non tarderanno e farsi strada.

Il mondo delle idee che si in-formano ( che danno o prendono forma da) in arte, tecnologia, design, letteratura, musica, sono pervasi da aspetti “tecnici” di cui sarà richiesta la capacità di manipolazione transgenica semiologica , filologica e non ultimo la visione del rapporto di scala: Bateson ipotizzò una mente senza sistema nervoso, ma fatta di relazioni e di una nuova ecologia.

E’ il paradigma della cibernetica, dei softwares, internet,delle risorse ambientali, umane, ma anche delle nuove discipline umanistiche con un approccio neurolinguistico .

E tutto questo penso abbia a che fare con chi opera nel mondo delle idee.

Giorgio Gurioli

 

 

The supposed feasibility problems have come to an end, the slogans on form and function have been overtaken,
no more jerky terms such as re-design and style (dispreciated by the old aunts of design), standardized and impersonal “methodologies”, the dichotomies between art and design have become obsolete… what to do and what not.
A sort of evolutionism (Darwinian) of ideas leads us to share that the survival of some ideas compared to others is to be sought also in their formal evolution and adaptation to the cultural environment.

The purpose is a place in the sun guaranteed by this “emotional bread”, not for the ideas themselves, but for those who tell them,
It goes by itself, that if the thing works, survival continues, but a regenerative boost is needed.

Biologic can represent an appropriate model for the representation of the vitality of ideas and geometries that are self-designed as the forms of the living (plants, organisms, animals, but also minerals, cities, organizations…) that represent the best of the worlds “possible”and their synthesis is nothing but a point of any observation.

The synthesis, in fact, is the crystallization of an event, slow or fast. The shape is its syntax, the observation point is the filter: minimal, organic, pop, optical etc.
The form is the emotional content: nutrition, psychosomatic food in a race with a sort of evolution of the contents.

Organic minimalist or organic minimalism, diamond shape, newedge or smartspline, all terms in search of a place in the sun that will not delay and make their way.
The world of ideas that are in-formed (given or take shape by) in art, technology, design, literature, music, are pervaded by “technical” aspects of which will be required the ability to transgenic semiological, philological manipulation and not least the vision of the scale relationship: Bateson hypothesized a mind without nervous system, but made of relationships and a new ecology.
It is the paradigm of cybernetics, softwares, internet, environmental and human resources, but also of new humanities with a neuro-linguistic approach.
And all of this I think has to do with those who work in the world of ideas.
George Gurioli

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