Knot chair


……perchè progettare un altra sedia? ce n’era proprio bisogno?

 

1. questa prima è in realtà una domanda un po’ provocatoria che mi è venuta prima di leggere il tutto: perchè progettare un altra sedia? ce n’era proprio bisogno? che, per essere un po’ più gentili, si potrebbe tradurre con: quali elementi innovativi aggiunge Knot alla sedia?

Ti confesso che da sempre mi pongo la domanda sul perchè e se ha senso progettare un prodotto. Se poi pensiamo ad una sedia siamo al massimo dell’inflazione e della sovraesposizione mediatica, quindi il perchè abbia senso diventa ancora più pressante e significante.

Le risposte, le ritrovo nella sfida di realizzare qualcosa che abbia in se gli elementi di “opera” , di unità spaziale e temporale, di contemporaneità e di originalità, di un linguaggio espressivo formale riconoscibile e identitario.

Parlo di pane emozionale, qualcosa che nutra l’anima e lo spirito con oggetti d’uso e che abbiano una componente tecnologica “naturale”, quindi che sfruttino al meglio la tecnologia e il materiale utilizzato con il minimo sforzo, in questo caso il team di Ilpo mi ha seguito e spesso anticipato.

2. nasce da una tua proposta a Ilpo o viceversa?

Questa seduta è stata a lungo meditata, sedimentata e per motivi personali,( e conflittuali ) ho indugiato se proporla ,mi sembrava troppo o troppo poco, fuori del coro intendo, finchè la classica “congiunzione astrale” mi ha fatto alzare il telefono e incontrarmi con Paolo e Alberto Marani di Ilpo.

Il loro entusiasmo mi ha dato conforto e allora ho capito che i tempi erano maturi per svilupparla

3. perchè l’idea di farla in un unico pezzo? quali vantaggi e quali sfide ha posto questa scelta?

Inizialmente era pensata in due parti che venivano assemblate in fase di montaggio, ma questo la “banalizzava” , il pezzo unico rende l’oggetto veramente magico, virtuoso , senza interruzioni nella forma e nella stabilità dimensionale.

4. quale tipo di poliuretano è stato usato e perchè?

Il poliuretano utilizzato per la scocca KNOT è un rigido compatto, cioè ad alta densità, che unisce caratteristiche di eccezionale prestazione meccanica e di flessibilità. Nelle applicazioni di questo materiale alle scocche per sedute, ILPO è stato un indiscusso pioniere ed è oggi il riconosciuto leader del settore con le sue innumerevoli applicazioni nel settore arredo contract ed educational, applicazioni che ha sviluppato sia con il proprio brand che per conto di clienti internazionali.

5. mi spiegheresti in modo un po’ più dettagliato come hai sviluppato il disegno di questo nodo in funzione delle prestazioni che la sedia doveva avere?

Il nodo è sinergico alla funzione di esaltare il materiale e la tecnologia applicata ad arte che solo l’esperienza Ilpo può vantare,

il punto di rotazione della flessione dello schienale spostato sotto il livello della seduta migliora la postura.

La forma della sedia in un unico pezzo dissipa le spinte e distribuisce sul corpo una pressione diffusa e meno localizzata.

Le parti cave generano flussi di aria per la dissipazione del calore corporeo

La struttura di metallo partecipa a migliorarne l’ergonomia

Knot è il frutto di una ricerca che parte da algoritmi mutuati dalla natura e lo studio delle superfici minime matematiche.

Lo studio dei carichi e delle tensioni sono stati analizzati con i softwares e i suggerimenti colti ne hanno ulteriormente definito le geometrie

6. quali sono stati gli aspetti più interessanti e problematici legati alla stampabilità e all’ottimizzazione della suddivisione degli stampi e come li avete risolti ? Stampare in un sol pezzo, se per Giorgio era una sfida “estetica e di contenuto”, per noi di ILPO è stata sin dall’inizio la sfida principale che, con la collaborazione del nostro staff e dei nostri abili stampisti, abbiamo felicemente risolto. La successiva ottimizzazione del processo di produzione ha richiesto vari livelli di interazione, sia per raggiungere un perfetto ed omogeneo riempimento dello stampo in fase di iniezione che per ottenere un manufatto con superficie priva di problematiche estetiche.

7. questa domanda è forse meglio rivolgerla a Ilpo: quali sono stati gli aspetti più critici che avete dovuto affrontare nello stampaggio delle sedia e come li avete risolti?

La tecnologia del poliuretano rigido la possediamo e la applichiamo nel settore arredo sin dagli anni 70, quando con questi materiali producemmo componenti che avrebbero segnato la storia del design del mobile, come la sedia Vertebra e i piani del tavolo Platone di Giancarlo Piretti per Castelli, le scocche delle sedie e delle poltrone disegnate da Geoffrey Harcourt per Artifort ….

Sappiamo bene che questo materiale richiede la tecnologia adeguata e le attrezzature idonee per esprimersi al meglio: per la scocca KNOT e per la passione che, con Giorgio, ci ha coinvolto nel suo sviluppo, abbiamo subito deciso di investire nello stampo di metallo. Abbiamo scartato la più economica soluzione dello stampo di resina che, se da un lato avrebbe permesso preventive valutazioni tecnico – formali – ergonomiche a fronte di più ridotti investimenti, dall’altro ci avrebbe imposto una gestione approssimativa dello sviluppo del prodotto.

8. quale finitura è stata scelta per Knot?

Vernici atossiche opache e satinate

9. sarà presentata durante il Salone?

Si, al pad 18 stand C11

grazie e a presto

intervista di Lucina Ciardi per PlastDesign